L A B O R A T O R I O  D I  A R C H I T E T T U R A  E  D E S I G N

DIGA FORANEA LA SPEZIA

 

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Questo progetto prende le mosse da un’idea immaginifica e poetica: esasperare la funzione di barriera all’acqua della diga foranea trasformandola metaforicamente in un gigantesco palancolato fronte mare: un’allusione chiara ed inequivocabile all’identità portuale della Spezia. Il risultato atteso è quello di caricare la diga del significato profondo di porta della città verso il mare; la strategia impiegata è quella di fare riferimento ad un elemento semplice delle costruzioni marittime: la palancola. Attraverso il suo ingrandimento a dismisura e, portandola quindi fuori scala, la barriera che essa conforma diventa un gesto titanico e misterioso.
Le palancole sono componenti costruttivi in acciaio laminato a caldo o a freddo; la loro connessione in linea serve a formare pareti o barriere impermeabili all’acqua. Il palancolato può essere utilizzato anche come cassero a perdere, utile a gettare il calcestruzzo, separandolo dall’acqua. La tipica forma ad U strombata della palancola è funzionale, come per le lamiere grecate, a conferire all’intera barriera una resistenza alla flessione maggiore rispetto ad un elemento semplicemente lineare. Proprio questa forma è la base del disegno della riqualificazione della diga foranea: un elemento lineare, costituito da una serie di casseri a perdere in acciaio inossidabile, percorre la diga in tutta la sua lunghezza, piegandosi ritmicamente e conformando diverse greche, come se fosse il risultato dell’aggregazione di tante grandi palancole. Così per lunghi tratti l’elemento si conficca nella massicciata e, in prossimità delle greche, arriva a toccare il mare sul lato esterno. Questo elemento, quindi, divide longitudinalmente tutta la diga in due zone: una esterna, nella quale si prevede di lasciare la mantellata scoperta e accessibile al pubblico, una interna che invece definisce lo spazio in cui avviene il recupero vero e proprio. Il percorso pedonale si sviluppa per tutta la lunghezza della diga connettendo le varie funzioni, protetto dai casseri a perdere posizionati al di sopra della massicciata. In presenza delle greche invece il percorso si espande configurando gli spazi pubblici aperti.
Dal punto di vista costruttivo, l’intervento sulla mantellata è stato pensato come un guscio rigido ad U posato al di sopra della diga e contenente un riempimento gelatinoso. Fondamentalmente l’elemento in acciaio fronte mare non è altro che il cassero a perdere del muro di contenimento esterno. Il lato interno della diga è costituito ugualmente da un muro portante in calcestruzzo armato fondato al di sotto della mantellata. I due muri, quindi, contengono il nucleo gelatinoso che è costituito da un riempimento in sabbia gettato al di sopra della mantellata, dopo averla coperta con un telo impermeabile. Al di sopra del riempimento viene infine gettato il piano di calpestio della diga che, essendo l’elemento rigido orizzontale della U, è costituito da una soletta monolitica nervata in calcestruzzo armato.
Da un punto di vista strutturale la modifica della diga foranea prevede la rimozione di una parte della mantellata in modo da fondare i nuovi elementi strutturali in prossimità del nucleo.
I nuovi elementi strutturali in cemento armato sono caratterizzati da una struttura massiccia in modo da garantire una sufficiente resistenza passiva alle azioni del moto ondoso. La quota finale sarà maggiore di quella attuale per garantire una maggiore protezione contro fenomeni di tracimazione e controbilanciare l’eventuale incremento dell’azione del moto ondoso dovuta alla nuova configurazione planimetrica del profilo della diga.
Sistemi di protezione attiva e passiva sono previsti a completamento delle opere data l’elevata estensione della diga. In particolare si prevede:
Un sistema di protezione passiva costituita da un muro paraonde ricurvo, alto circa 1.5m che, considerando l’innalzamento della diga di circa 0.5/1.0m, garantisce una maggiore protezione nei confronti di possibili fenomeni di tracimazione;
Un sistema di protezione attiva è costituita da un sistema di early warning capace di segnalare situazioni di potenziale pericolo, basata su analisi in tempo reale delle misure dirette della boa di La Spezia e dei dati di vento che potranno essere utilizzati per le previsioni a breve e medio termine. In caso di mareggiate rilevanti (per le quali è possibile il verificarsi della tracimazione della diga) sarà possibile valutare tempestivamente il potenziale pericolo (in base a linee guida internazionali), attivare un allarme e impedire l’accesso alla diga.
Dal punto di vista iconico questa strategia progettuale permette di trattare la diga come una grande opera di land art e di conferirle un prospetto unitario; allo stesso tempo però consente di non antropizzarla del tutto e di lasciare lunghi tratti di mantellata praticamente inalterati. Da questo limitato impatto del costruito sulla preesistenza deriva ovviamente anche un ingente contenimento dei costi di costruzione e soprattutto la loro razionalizzazione: lo spazio antropizzato riguarda soltanto le zone nelle quali si decide di inserire una funzione. Inoltre il disegno delle greche determina anche la formazione di ambiti e funzioni tra loro nettamente distinti e da ciò deriva anche il modello di funzionamento economico pensato per l’operazione: l’idea presuppone che gli interventi di riqualificazione della diga possano autofinanziarsi attraverso il meccanismo della concessione degli spazi ai privati. La riqualificazione della diga riguarda infatti l’inserimento di funzioni pubbliche o commerciali (nelle testate), e di funzioni secondarie date in concessione a privati lungo il percorso lineare. In breve, come si vedrà in seguito più nello specifico, ogni greca ospita una funzione, ad esempio un piccolo stabilimento balneare collegato agli ormeggi posizionati sulla parte interna della diga. Tali funzioni sono date in concessione dalla pubblica amministrazione a privati, che le utilizzeranno per avviare un’attività economica all’interno, a fronte di un canone calmierato concordato con la pubblica amministrazione. In questo modo tutto l’intervento si autofinanzia e non grava sul Comune Della Spezia.
L’organizzazione planimetrica della diga presuppone l’inserimento di due grandi piazze pubbliche nelle due testate ed il conseguente recupero dei manufatti lì presenti; al centro della diga è previsto il recupero della piattaforma in calcestruzzo esistente attraverso un collegamento galleggiante con il percorso lineare sulla mantellata. I tre spazi in questione identificano anche i punti in cui è previsto l’ormeggio della navetta che funge da servizio di collegamento con la terraferma. Questi tre spazi inoltre determinano la divisione ideale dell’intervento in tre zone con tre diverse caratterizzazioni. La zona ovest ha una vocazione prettamente sportiva e nella relativa testata l’edificio esistente si ingrandisce integrandosi con una costruzione ex novo per ospitare un centro sportivo con sale fitness interne, hall, spogliatoi, servizi, ristoro e piscina olimpionica esterna. Le greche a ridosso della testata ovest contengono invece piccole concessioni per gli sport su sabbia, come il beach volley e il beach tennis.
La zona centrale ha una caratterizzazione di tipo velico/diportistico: La piattaforma centrale ospita uno ship Chandler, un’officina per la manutenzione e la riparazione delle imbarcazioni e la stazione di rifornimento carburante, mentre le greche centrali contengono il club velico, uno stabilimento balneare e la scuola di vela, per la quale in questa fase si propone lo spostamento dalla terraferma sulla diga; si è pensato di riutilizzare gli edifici della scuola di vela sulla terraferma trasformandoli nella base per un servizio di taxi boat, anch’esso in concessione ad un privato, che serve a connettere punta Santa Teresa con la diga. Questa strategia è utile ad incrementare l’utilizzo diportistico di tutto l’intervento perché permette di raggiungere la diga percorrendo in automobile la costa, di parcheggiare in prossimità degli edifici dell’attuale scuola vela e da lì accedere direttamente alla diga attraverso il servizio di taxi boat.
La zona est infine ha una caratterizzazione ludico/commerciale: qui sono collocate due stecche contenenti funzioni commerciali in batteria, mentre le greche contengono piccoli stabilimenti balneari. Si è ritenuto di illustrare negli elaborati di progetto il funzionamento dettagliato di questi manufatti architettonici e dei relativi spazi aperti di pertinenza poiché sono quelli che si ripetono più spesso.
Tali edifici, sono posizionati sul lato interno della diga, in modo tale da conformare una loggia a sbalzo verso la città. Al di sotto dell’aggetto, una scala connette la loggia al camminamento inferiore, in modo da collegare gli ormeggi al manufatto. Ne consegue che la concessione per tali spazi presuppone anche l’attività di gestione e manutenzione dei posti barca. Chi ormeggia la propria imbarcazione può decidere di entrare direttamente nello spazio interno o di accedere alla piazza attraverso un collegamento aperto. Tale elemento connette anche i vani doccia e i servizi pubblici, gestiti e mantenuti dal titolare della concessione. Lo spazio interno è conseguentemente tripartito: sono presenti la zona servizi e docce, la sala interna al centro ed infine il bancone e lo spazio tecnico per la cucina e lo stoccaggio delle merci. La sala centrale connette quindi la loggia alla piazza, nella quale sono presenti la piscina e tutti gli arredi esterni. Ovviamente quella descritta dagli elaborati progettuali è una delle possibile soluzioni organizzative delle funzioni in concessione presenti nelle greche, ognuna può presupporre o meno la presenza della piscina o di altre attività concordabili con la pubblica amministrazione.
La struttura portante del manufatto, è costituita da un sistema di pannelli prefabbricati portanti in legno. Il pacchetto di parete e di copertura comprende all’interno l’uso del coibente termico in fibra di legno. Le pavimentazioni degli spazi interni, esterni e dei percorsi sono pensati in legno di ipè. Negli spazi esterni, in particolare, il pavimento è costituito da un parquet flottante a giunto aperto posato sulla soletta monolitica, in modo da ottenere un calpestio sempre pulito e in piano al di sopra della struttura in pendenza per lo smaltimento delle acque meteoriche. La copertura del manufatto è forata al centro e conforma un grande lucernario dalla sezione triangolare. La soletta di copertura del lucernario ospita un sistema di pannelli solari termici, che permettono di ottenere l’acqua calda sanitaria utilizzando una fonte di energia rinnovabile.
Il riferimento poetico alla palancola trova un riscontro progettuale anche per quanto riguarda il design degli elementi di arredo ed illuminazione. L’illuminazione del lato interno è costituita da una serie di incassi a forma di U strombata, rivestiti appunto in acciaio e ricavati nello spessore del muro di contenimento interno. L’illuminazione del percorso connettivo superiore è stata pensata dentro ai parapetti sul lato interno e a terra sul lato vicino agli scogli. Ovviamente su quest’ultimo lato non sono stati pensati parapetti perché l’utente deve sempre avere libero accesso agli spazi nei quali la mantellata è lasciata scoperta, alla libera fruizione di tutti. Gli spazi pubblici e le pertinenze degli edifici in concessione sono illuminati da lampioni ricavati dall’utilizzo di due palancole accoppiate; anche le sedute pubbliche sono il risultato della giustapposizione di palancole in orizzontale.
In sintesi è possibile dire che in riferimento agli obiettivi strategici identificati dal bando di concorso, il progetto presentato presenta queste soluzioni:
1- Riqualificazione non completa della diga, ma solo delle parti in cui il disegno della greca identifica la posizione di una funzione. Il resto della mantellata è lasciato inalterato per diminuire il costo di intervento.
2- Gli ormeggi sono posizionati nelle testate e sul retro di ciascuna funzione disposta sul percorso lineare in modo da mettere il concessionario privato nella condizione di poter gestire anche i posti barca.
3- I percorsi pedonali sono due: quello inferiore connette gli ormeggi alle funzioni, quello superiore collega fra loro le diverse funzioni disposte nel senso longitudinale della diga.
4- Il sistema costruttivo a guscio resistente e riempimento permette di minimizzare l’uso del calcestruzzo; L’uso della tecnologia costruttiva in pannelli portanti in legno rende la costruzione delle architetture rapida ed ecologica; il coibente non è un derivato di combustibili fossili.
6- I pannelli solari termici, alloggiati nei lucernari e orientati verso sud permettono l’utilizzo dell’energia rinnovabile.
7- Il disegno della greca razionalizza i costi di intervento perché è funzionale a non antropizzare tutta la diga ma solo le parti che contengono le funzioni. [BACK]

 

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